User Experience Design: La guida per una buona esperienza utente

Il 95% dei clienti insoddisfatti racconta ad altri la propria esperienza d’uso.

In questo post voglio mostrarti in che modo l’User Experience Design influenza un prodotto e la sua buona riuscita.

Cercheremo di capire perché è importante avere un approccio Human Centered Design (HCD) e perché sfruttarlo nel tuo business.

Ma prima vedremo cos’è l’User Experience e come non confonderla con altri termini, cercheremo di fare chiarezza su cosa fa un UX designer e che valore può portare all’interno di un’azienda.

Premetto che questo articolo non vuole essere la risposta a tutti i mali, e nemmeno una bacchetta magica per risolvere ogni tipo di problema magari a costo zero.

Lo scopo è quello di fornire una panoramica su questo mondo che, sempre più, inizia ad essere utilizzato come arma per creare un vantaggio competitivo.

Quindi se vuoi creare un tuo prodotto che possa rispondere ai reali bisogni dei tuoi utenti o capire come puoi migliorarne uno di già esistente allora siamo pronti per iniziare.

Aspetta un secondo… una sola precisazione. In questo post leggerai spesso la parola “prodotto” associata all’User Experience. Ecco.. con questo termine faccio riferimento sia ad un prodotto fisico/digitale sia ad un servizio. Giusto per precisare.

Ora possiamo iniziare!

Cosa non è l’User Experience Design

Per capire bene cos’è l’User Experience Design dobbiamo prima di tutto capire cosa non è la User Experience Design.

Il concetto stesso fa riferimento al modo in cui le persone reagiscono a determinati input, come interpretano le cose (e il mondo), cosa cercano o di cosa hanno bisogno.

Queste domande e aspetti possono essere ricondotti al branding, al marketing, alla pubblicità e ovviamente anche al graphic design.

Ma tutte queste caratteristiche sono quello che possiamo definire “Good Design”.

Prima di vedere cos’è l’User Experience Design ed entrare nell’argomento, vorrei fare un po’ di chiarezza su alcuni termini collegati.

Ma partiamo dall’inizio.

Molte volte alcuni termini vengono confusi con altri e il loro significato viene interpretato male o distorto.

Di seguito ti riporto qualche “falso mito” o incomprensione su cui spesso mi confronto con aziende o imprenditori:

 

Non è user interface design

User Interface non è sinonimo di User Experience.

In realtà è solo una parte (fondamentale) del processo di User Experience Design.

Anche se la UI è molto di più di un semplice componente: al suo interno racchiude tutto ciò che riguarda i bisogni del business e le ragioni del progetto stesso.

Ma fanno parte anche le così dette scienze cognitive, ovvero tutto ciò che riguarda le persone e il modo in cui pensano, cosa gli serve, cosa vorrebbero e come reagiscono.

“L’interfaccia è un aspetto della user experience, ma c’è molto altro”

Peter Merholz co-fondatore di Adaptive Path

 

Non è fatta solo da designer

Non è una caratteristica dei soli designer, e nemmeno gli unici che ne fanno parte.
Comprende molte altre figure come i Project Manager, gli sviluppatori, programmatori, il marketing e chiunque altro sia coinvolto nella realizzazione di un prodotto.

 

Non è uno step

Non è un semplice passaggio di un elenco puntato, dove puoi dire:

“Ok.. esperienza utente fatta!”

Si tratta del processo stesso, che evolve nel corso del progetto e continua durante tutta la vita del prodotto.

Inizia con il prodotto stesso e smette di esistere quando non esiste più nemmeno il prodotto.

 

Non è solo tecnologia

Tutti gli oggetti fisici, dalla maniglia della porta allo smartphone, sono stati progettati con una tecnologia, più o meno avanzata, e di conseguenza possiamo dire che hanno un certo tipo di design.

Questo tipo di design, che può essere positivo o negativo, ha la capacità di trasmettere al suo utente determinate emozioni.

Ecco perché più è bello usarli, tanto più quel prodotto ha una buona User Experience.

Non mi riferisco solo alla buona riuscita di un compito, ma di tutta la sua esperienza d’uso, influenzata anche dal contesto in cui avviene.

 

Non è usabilità

Definita come: “l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti” essa è fondamentale per avere un prodotto che sia intuitivo e funzionale.

Insomma un prodotto deve essere in grado di farci compiere una certa azione nel modo più semplice possibile.

Questo però non vuol dire che qualcuno lo utilizzerà!

Da sola l’usabilità non è sufficiente per avere un prodotto di successo.

Semplicemente perché non vengono presi in considerazioni le emozioni.

 

Non è solo utenti

L’User Experience come vedremo poi, è incentrata sugli utenti e sui loro comportamenti.

Ma non è solo questo. L’User Experience Design ha la capacità di far incontrare gli utenti con chi ha creato quel prodotto.

L’azienda deve quindi saper trasmettere il suo valore attraverso un prodotto.

Di conseguenza questo valore viene restituito dagli utenti stessi in forma economica, in termini di visibilità, passaparola ecc.

 

user experience design azienda utente valore

 

Quindi è giusto dare importanza all’utente e ai suoi bisogni, ma è altrettanto vero che il business deve fare la sua parte offrendo del valore.

Il “come” questo valore viene trasmesso è compito della UX e della comunicazione.

Per ricevere valore devi trasmettere valore. Non c’è niente da fare.. è così.

OK mi fermo qui per ora.

Ce ne sarebbero molti altri termini fraintesi con la UX, ma andiamo avanti.

Se abbiamo capito che tutte queste cose non sono ciò che intendiamo con User Experience Design, o sono solamente un parte di essa, allora di cosa stiamo parlando?

 

Definizione di User Experience Design

L’User Experience Design (UX o UXD) posiamo identificarla come un’esperienza personale di un prodotto (sito web, eCommerce, app, oggetto, automobile, ecc ecc).

Un modo di pensare e risolvere problemi. Mi piace definirla come un approccio al progetto.

Ma ti ho messo come titolo “definizione” perciò ora ti cito le due definizioni che secondo me ti permettono di capire bene di cosa stiamo parlando.

Prima di tutti Don Norman.

Se non l’hai mai sentito nominare qui trovi il suo sito in costante aggiornamento e in collaborazione con Nielsen, con il quale hanno creato una loro azienda.

Sono il punto di riferimento della UX e usabilità a livello mondiale.

Norman fu il primo a identificare con il termine User Experience tutti quegli aspetti emozionali, psicologici e fisici che si verificano prima, durante e dopo l’utilizzo di un prodotto.

La definisce come:

“l’insieme delle percezioni e delle reazioni di un utente che derivano dall’uso o dall’aspettativa d’uso di un prodotto, sistema o servizio”

La progettazione di come vengono interpretate le cose che ci circondano, di come scopriamo il loro funzionamento e il modo in cui le usiamo.

Un’altra definizione che arriva qualche anno dopo è quella di J. J. Garret, un po’ più pratica e più indirizzata agli addetti ai lavori.

“User Experience si riferisce semplicemente al modo in cui esiste e viene usato un certo prodotto nel mondo reale. C’è una User Experience positiva quando gli obiettivi sia degli utenti, sia delle organizzazioni si incontrano”

Più pratica perché nel suo libro “Gli elementi della User Experience” mostra come l’esperienza utente sia un insieme di elementi che lavorano insieme e dipendenti l’uno dall’altro, uniti dallo scopo di creare un’esperienza d’uso.

Più avanti in questo articolo ti parlerò meglio di questi elementi di cui parla, per ora semplifichiamola così:

 

business utente user experience

 

Dove con business facciamo riferimento alla visione e mission di un’azienda.

Gli obiettivi dell’utente rappresentano lo scopo e la motivazione per cui un utente utilizza quel determinato prodotto.

E il backend invece è tutto ciò che si muove all’ombra del prodotto e racchiude tutti gli aspetti tecnici e tecnologici.

 

Cos’è l’User Experience Design?

Ma quindi cos’è l’User Experience Design?

Sono sicuro che non ti accontenti della definizione “accademica” che puoi benissimo trovare con facilità su Google.

Però trovo anche difficile e limitante sintetizzare questo termine in una singola frase.

Per questo ci tengo a elencarti alcuni punti che secondo me sono molto importanti per capire questo termine e tutte le sue sfumature.

 

L’User Experience Design è un insieme di attività

Una lista di compiti che se svolti al meglio nel loro insieme creano un prodotto o servizio ottimo.

Quali compiti?

  • Ricerca utenti per chi è creato un prodotto, cosa si aspettano gli utenti, cosa cercano, che valore ha per loro
  • Interaction design come interagiscono gli utenti con il prodotto
  • Visual design ciò che gli utenti vedono sullo schermo
  • Architettura delle informazioni gli argomenti necessari che devono essere organizzati
  • Contenuti parole e immagini che rappresentano il modo in cui si comunica
  • Frontend tradurre tutto in codice
  • Test validare le decisioni e soluzioni

 

L’User Experience Design è problem solving

Quando ero ancora all’università avevo un professore che durante un corso di progettazione mi disse una frase che mi ricordo ancora adesso.

“Se non riesci a trovare una buona soluzione, probabilmente non hai un buon problema”

E questo è proprio vero!

La User Experience, ma anche il design in generale, devono porsi le giuste domande per poter far fronte ai giusti problemi.

Capire cos’è più importante o quale aspetto è quello che impatta maggiormente nella creazione del prodotto, fa tutta la differenza del mondo.

 

L’User Experience Design prevede un utente

Chiaro! Ogni oggetto è studiato e pensato per essere utilizzato dall’uomo.

Ogni sito web, ogni eCommerce o ogni app è pensata per un compito ben preciso.

Come detto prima però, il portare a termine un compito in modo efficiente, non è abbastanza per poter avere un buon prodotto.

Ecco che la User Experience ha il compito di dare un valido motivo per giustificare lo sforzo che gli utenti devono fare per raggiungerlo (anche se minimo).

Ma cosa attira verso il tuo prodotto un potenziale utente?

Gli aspetti possono essere diversi:

  • Compiere un obiettivo
  • Gli step per raggiungerlo sembrano semplici
  • L’apprendimento necessario è minimo
  • Ho un feedback per ogni mia interazione con il prodotto
  • Il rischio di commettere errori è basso

Interpretando a dovere questi punti, o almeno cercando di trasmetterli nel modo migliore attraverso il tuo prodotto, potrai invogliare all’azione.

Avrai quindi la possibilità di creare un’esperienza utente attorno ad esso.

Il difficile però sta nel realizzarne una che possa essere considerata positiva, e solitamente in questi casi è “buona la prima”.

In questo video Don Norman (che ti ho citato prima) spiega cosa lui intende con il termine user experience.

E non parla del solo sito web.

 

Come nasce l’User Experience Design

L’idea di questo post è quella di essere più esaustivo possibile su un argomento che è molto ampio e in continua evoluzione (cercherò di aggiornarlo il più possibile).

Per fare questo però ti devo mostrare in quale contesto si è sviluppata per poterla contestualizzare.

Possiamo dire che non è nata ieri ecco…

É l’evoluzione di una scienza. Quale?

L’User Experience nasce insieme all’ergonomia, quella scienza che si occupa dello studio dell’interazione tra individui.

Quella scienza che ha come scopo finale quello di migliorare la soddisfazione dell’utente.

Il concetto nasce con l’idea di ottimizzare le fasi di lavoro attraverso strumenti che potessero in qualche modo agevolare i compiti della manodopera.

Stiamo parlando dell’inizio ‘900, per poi arrivare fino all’avvento dei primi computer, passando per la famosa Toyota e Henry Dreyfuss.

Se vuoi saperne di più ti lascio questo link dove puoi avere una panoramica sulla nascita di questa materia.

 

Gli elementi dell’User Experience

Fino ad ora ho cercato di definire il termine User Experience e contestualizzarlo.

Ti ricordi che prima ti ho citato J. J. Garret?

Ora vediamo meglio di cosa parla il suo libro “Gli elementi della User Experience”.

Perché è così importante questo libro?

Viene considerato uno dei primi libri nel quale la UX viene suddivisa e analizzata in modo quasi scientifico, per trovare il modo di replicarla in diversi prodotti.

Garret la suddivide in piani o elementi che devono esistere e coesistere al fine di creare una esperienza d’uso.

 

Questi sono i 5 piani:

  • Strategia Proprio quello che sembra. Avere un piano nel quale sappiamo perché vuoi creare quel prodotto, e perché gli utenti dovrebbero usarlo.
  • Scopo In sostanza l’insieme delle caratteristiche e funzionalità che il tuo prodotto possiede
  • Struttura Il modo in cui gli utenti interagiscono con il tuo prodotto, e il modo in cui le informazioni vengono categorizzate
  • Scheletro Ottimizzazione della struttura e definizione di come tutti gli elementi convivono insieme
  • Superficie Ciò che l’utente vede e con cui interagisce

 

piani user experience

 

I vari piani sono strutturati partendo da una fase astratta (strategia) per ultimare in una concreta (superficie).

E ogni singolo piano è costruito sulla base di quello che lo precede.

Proprio per questo motivo una delle fasi più delicate di tutto il processo, come puoi capire, è la quella iniziale, cioè quella strategica.

Di seguito un suo talk nel quale Garret vuole mostrare come l’allineamento tra una strategia di business e i bisogni degli utenti porti ad una buona User Experience.

 

 

Quando serve l’User Experience Design?

Come hai visto nel video precedente l’esperienza d’uso è un insieme di momenti, e di azioni che avvengono durante tutto il percorso dell’utente.

Non solo layout e non solo bottoni.

La domanda di questo titolo è abbastanza scontata…

Quando serve?

Sempre!

Ogni prodotto ha la sua esperienza d’uso.

É un po’ come la comunicazione: anche quando non vogliamo comunicare nulla, stiamo comunque comunicando qualcosa.

Lo stesso vale per la UX.

Anche se non volessi prevedere la realizzazione di una strategia per realizzarla, essa ci sarà comunque.

Indipendentemente dalla nostra volontà.

Potrà essere positiva o negativa, la sentenza sarà dettata dalla fortuna in questo caso.

Ma visto che sei un imprenditore, sai bene che il gioco d’azzardo in termini di business non è una grande mossa da fare.

Perché quindi non pianificare anche questo aspetto in modo da facilitare la crescita del tuo prodotto?

Perché non prevedere già una creazione di valore? E indirizzarla dove vuoi tu?

Potrebbe essere il fattore che ti permette di renderti unico rispetto alla concorrenza.

 

I presupposti per l’User Experience del tuo prodotto

Se è la prima volta che senti queste cose…

o semplicemente hai realizzato che dietro alla soddisfazione di un’acquisto su Amazon c’è un team di progettisti che vuole che tu ti senta proprio così quando usi la loro app..

è normale che tu ti senta un po’ spaesato.

Ti informo quindi che abbiamo solamente scalfito la superficie!

Non demoralizzarti.. ora entriamo nella pratica.

Voglio cercare di aiutarti con il tuo prodotto e darti le capacità di guardare le cose sotto un’altro punto di vista.

Ma sopratutto darti le informazioni necessarie per prendere delle decisioni in merito.

Lasciando stare la teoria quindi, vediamo come si sviluppa l’esperienza d’uso.

Cosa dovrebbe avere il tuo prodotto per creare una buona esperienza utente?

Qual’è la “salsa segreta”?

Partiamo prima dai presupposti che devono assolutamente esistere affinché non sorgano problemi nelle fasi successive e la tua idea fallisca miseramente.

Quello che non deve mancare assolutamente all’inizio lo vediamo subito, ma prima…

 

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Dove eravamo? ah si.. cosa non deve mancare quindi?

Innovazione

Intesa come salto di qualità da una situazione attuale ad un qualcosa di nuovo e unico.

Si grazie tante mi dirai…

fammi precisare una cosa però…

Per creare un’innovazione le possibili strade da percorrere possono essere due:

  • Creare un prodotto o servizio nuovo e mai visto prima sul mercato che permetta di soddisfare determinati bisogni reali (molto difficile)
  • Ripensare un prodotto o servizio che esiste già e funziona in modo diverso e alternativo migliorandone le sue qualità (più fattibile)

Queste sono le due opzioni per essere innovativi e necessarie per crearti un tuo spazio all’interno di un mercato, meglio se di nicchia.

 

Desiderio

Dopo aver realizzato un’innovazione, in che modo potrebbe connettersi con le persone?

Potrebbe interessare a qualcuno?

Se si, a quali persone?

Queste domande fanno parte di una ricerca approfondita sugli utenti e sul possibile target di riferimento.

Chiaramente un’azione indispensabile! Non vorrai mica trovarti con un prodotto che nessuno vuole?

 

Fattibilità

Stabilito che è un prodotto innovativo, sondato il terreno e sentito i pareri dei potenziali utenti…

Ora bisogna capire se tecnicamente questo progetto è realizzabile e con quali tecnologie o soluzioni si possa farlo.

Si parla quindi di fattibilità di progetto, ovvero capire come puoi costruire il tuo prodotto e se c’è la tecnologia giusta per supportarlo.

Se hai trovato il modo per non invecchiare e renderti praticamente immortale, contattami! Voglio essere il primo a provarlo!

 

Divulgazione

Bene ora abbiamo un prodotto o servizio che è innovativo, desiderabile, fattibile, ma se nessuno lo conosce come facciamo a venderlo?

Un ultimo aspetto fondamentale è infatti il modo in cui ci si vuole promuovere, e attraverso quali canali e con quali iniziative o media.

Questi sono i passaggi su cui solitamente, mi trovo a discutere al primo incontro con un potenziale cliente.

Perché?

Perché mi permette di capire a) se il cliente ha le idee chiare su cosa vuole fare b) capire se ciò che ha in mente è una cosa che si può realizzare c) se può avere un qualche sbocco futuro.

 

user experience design innovazione

 

In caso contrario sarà meglio ripartire dall’idea.

Ti serve un aiuto per organizzare tutte queste cose? O peggio non sai da dove partire?

Sai che queste caratteristiche devono essere ben chiare prima di iniziare un progetto qualsiasi.

Per questo se la tua idea è ancora solo nella tua testa, e non sai come svilupparla, ti consiglio il Business Model Canvas.

Non è una novità, ma è tutt’ora uno strumento semplice ed efficace per analizzare tutte le aree di un progetto necessarie per mettere in piedi la tua idea di business.

Trovi tutte le risorse e materiali in questo sito.

Il corretto bilanciamento tra queste caratteristiche appena elencate e la loro esecuzione, portano ad avere i giusti requisiti per un sito web, eCommerce, app o qualunque cosa sia il tuo prodotto e renderlo vincente.

L’obiettivo è sempre quello: far vivere delle ottime esperienze d’uso.

Ho detto “corretta esecuzione”, ma di cosa parlo?

Vediamo più da vicino di cosa si occupa un UX designer.

 

Cosa fa un UX Designer

Ti ho ripetuto più volte che lo UX designer non è solo colui che progetta un’interfaccia grafica.

É colui che progetta l’intera esperienza d’uso che un utente vive mentre utilizza un determinato prodotto.

La stessa di cui parlava prima nel video Norman.

Lo UX designer è colui che osserva gli utenti e realizza prodotti che rispecchiano le loro reali esigenze.

Si pone come obiettivo quello di risolvere gli “attriti” che ci sono all’interno di un prodotto e che in qualche modo creano un senso di frustrazione nell’utente e di conseguenza l’abbandono dello stesso.

Lo UX designer è anche quella figura che permette di costruire un modello di business migliore rispetto ad uno già esistente, basandosi su dati e sulle possibilità della tecnologia.

Ma come si arriva a creare prodotti e servizi utili, usabili e che nello stesso tempo considerano gli obiettivi di un business?

In questo post non vorrei dilungarmi troppo sul processo in sé, ma voglio comunque darti alcune informazioni sul metodo che un UX designer segue per arrivare al suo obiettivo e altri concetti strettamente legati alle fasi progettuali.

 

L’approccio UCD

L’acronimo UCD sta per User Centered Design, ovvero tutto quello che è stato detto fino ad ora: la progettazione centrata sull’utente.

Tutto ciò che un UX designer deve fare è quello di agevolare le motivazioni che spingono un utente ad utilizzare un certo prodotto.

Attraverso l’ascolto e l’osservazione può quindi creare un prodotto usabile e funzionale rispettando agli obiettivi aziendali.

Per questo le Personas ricoprono un aspetto essenziale di tutta la fase progettuale.

Sto parlando del destinatario del tuo prodotto.

L’UX designer ha il compito di riportare le caratteristiche di questi utenti in base ai dati raccolti durante le ricerche iniziali.

Per poi coordinarsi con il resto del team e far in modo che tutti abbiano ben chiaro per chi si sta progettando.

Quindi fondamentale è capire per chi è rivolto il tuo prodotto.

Se vuoi saperne di più sull’UCD ti consiglio questo articolo: User Centered Design: cos’è e come sfruttarla nel tuo sito

 

user experience design personas

 

Design Thinking

Prima di tutto stiamo parlando di un designer, perciò il suo compito è quello di pensare come un designer appunto.

Cosa vuol dire?

Te lo spiega Tim Brown CEO di IDEO

“Design Thinking è un approccio incentrato sulle persone utilizzato per innovare attraverso l’integrazione fra i bisogni degli utenti, le possibilità della tecnologia e i gli obiettivi di business.”

In pratica il concetto è lo stesso che abbiamo visto prima: quello che non deve mancare all’inizio di un progetto.

Il design thinking  è un approccio nel quale si unisce ciò che è percepito come valido per gli utenti con quello che è tecnologicamente realizzabile ed economicamente sostenibile.

Ci sono 3 aspetti da considerare e tenere a mente:

  • Ispirazione il problema principale, la causa sulla quale vengono svolti tutti i ragionamenti.
  • Ideazione la fase nella quale vengono generate delle possibili soluzioni.
  • Implementazione la fase dove si passa dalla fase progettuale a quella esecutiva.

Ogni azienda, se vuole innovare, dovrebbe adottare l’approccio design thinking per poter realizzare prodotti che rispecchino le reali esigenze dei suoi clienti.

 

Il metodo di un UX designer

Nonostante ogni UX designer abbia il suo modo di pensare, il suo metodo e gusti personali, se vuole far un buon lavoro deve inevitabilmente affrontare 3 fasi progettuali.

  • Ricerca analizzare ciò che vogliono gli utenti
  • Design / progettazione trovare una soluzione per dargli ciò che vogliono
  • Test sugli utenti Confermare le supposizioni e le scelte progettuali oppure capire ciò che è sbagliato

Molto spesso la soluzione non arriva al primo ciclo (anzi quasi mai) e quindi questi tre step vengono ripetuti ciclicamente fino a quando l’idea viene validata.

In questo ultimo caso si può passare a validare un’altro aspetto progettuale.

Lo scopo è quello di creare dei mini-cicli progettuali che permettono di essere rapidi e precisi nella fase di realizzazione.

Qui possiamo collegarci alla metodologia che gli esperti chiamano metodo Lean.

Stiamo parlando di un metodo inventato da Eric Ries, e l’idea alla base è molto semplice.

Imparare il più possibile, nel minor tempo possibile (CreaMisuraImpara).

Invece di presupporre quale prodotto bisognerebbe creare e tuffarsi a capofitto nel realizzarlo, si vanno a identificare delle ipotesi che “potrebbero funzionare”.

Bisogna poi trovare il modo di validarle (o meno), e sempre nel modo più veloce possibile.

L’obiettivo è sempre lo stesso: creare qualcosa che gli utenti vogliano e che sono disposti a comprare.

 

L’User Experience Design per la tua azienda

Se ora ti stai preoccupando per il fatto di non aver dato molta importanza alle critiche dei tuoi utenti.

O se per caso hai qualche dubbio sul fatto di aver un prodotto che rispecchi i loro reali bisogni..

Allora ti consiglio di assumere un UX designer e inserirlo in azienda.

O se proprio non vuoi assumere nessuno, contattami per una consulenza! 😉

Se hai letto fino a qui allora avrai capito chi è un UX designer e qual’è il suo obiettivo.

E hai capito anche che senza conoscere gli utenti non si va da nessuna parte.

Ma come fai ad integrare una figura come questa in un processo lavorativo già avviato come potrebbe essere la tua azienda?

Oppure, se sei una startup, come dovresti fare per sfruttare le potenzialità di un UX designer?

Che ruolo dovrebbe avere all’interno della tua realtà?

Vediamolo qui di seguito.

 

Cosa deve sapere un UX designer del tuo business

Un UX designer dovrebbe conoscere molto bene l’azienda e il suo modello di business, quanto il suo boss!

Dico dovrebbe perché spesso non si vuole svelare certe informazioni magari per paura che qualcuno copi la tua idea (startup) o per il semplice fatto che non si da’ abbastanza importanza a questo ruolo in azienda.

In realtà conoscere i dettagli di un business è alla base della progettazione, insieme al target di riferimento ovviamente.

Come sarebbe possibile progettare un prodotto senza poter conoscerne il motivo stesso per cui lo si vuole creare?

Come si potrebbe migliorare senza avere una bussola per capire se effettivamente si sta andando nella giusta direzione?

La figura dello UX designer è strettamente legata alla strategia di business, appunto perché, come abbiamo visto prima, il valore che porta è quello di realizzare un prodotto che sia l’unione tra gli utenti e gli obiettivi del business.

 

Creare un vantaggio competitivo

Tutte le aziende sono meglio dei competitors.

Tutte hanno sempre una marcia in più rispetto alla concorrenza, ma per quante di queste è davvero così?

Quando parlo di creare un vantaggio competitivo mi riferisco alla misurazione di metriche oggettive.

Che rappresentano il modo in cui un determinato prodotto domina un determinato mercato e capire per quali aspetti o caratteristiche è così ampiamente utilizzato.

Queste analisi sono una fonte molto importante per l’azienda in quanto permettono di analizzare la concorrenza in chiave di esperienza d’uso.

Se hai un reparto marketing o chi si occupa della tua comunicazione, saprai già che è vitale conoscere il mercato.

É possibile, con questi dati, trovare pregi e difetti di prodotti esistenti e capire quali soluzioni funzionano già e quali possono essere migliorate.

Magari riunendo sotto un unico tetto, caratteristiche che fanno parte di diverse aziende, puoi offrire un prodotto completo e creare quindi un vantaggio competitivo che ti differenzia.

LINK: Migliora l’User Experience studiando i tuoi competitors

 

Con chi deve collaborare un UX designer

L’UX designer non è un eremita solitario che si chiude nella sua caverna e scruta il mondo dal suo PC e ogni tanto salta fuori con un’idea presa qua e là.

É una figura curiosa e determinata a soddisfare i bisogni degli utenti attraverso valutazioni e test.

Ma è anche una figura di collegamento che si interfaccia con tutti i settori di un’azienda:

  • Deve poter interagire con il reparto marketing per avere chiaro il messaggio da trasmettere e il modo in cui lo si vuole divulgare.
  • Avere un dialogo con la sezione sviluppo per capire le fattibilità tecniche di realizzazione e i limiti entro i quali operare.
  • Parlare con chi si occupa dell’assistenza al prodotto per capire quali siano le problematiche o lamentele più frequenti.
  • Interagire con chi prende le decisioni di business per capire se ci sia la possibilità di cambiare strada per migliorare qualche aspetto.

Insomma, una figura che vuole essere un collante tra i vari reparti interni e che si preoccupa di migliorare il prodotto in modo continuo.

 

Perché sfruttare l’User Experience Design?

Spero che questo post possa essere un aiuto a chi inizia a conoscere questa materia solo adesso, o per chi vuole migliorare il proprio prodotto.

Facciamo un po’ il punto.

Se credi che sia solo un aspetto marginale a ciò che è il tuo prodotto ti elenco i principali motivi  per cui dovresti iniziare ad usare l’User Experience Design oggi stesso:

  • L’User Experience esiste ogni volta che c’è un’interazione con l’uomo. Indipendentemente dalla nostra volontà.
  • Gli utenti hanno delle aspettative al primo contatto con la tua azienda dettate dal mercato. In qualche secondo possono capire se sei la risposta giusta al loro problema o bisogno. Non puoi sbagliare.
  • Semplifica il tuo prodotto e lo rende facilmente utilizzabile dal tuo utente adottando il suo modo di pensare e analizzando i suoi comportamenti mentre lo utilizza.
  • Ti permette esaudire le richieste dei tuoi utenti ed è come se dimostrassimo loro rispetto per ciò che pensano e ciò che li spaventa. Si sentiranno accoltati e compresi dal tuo brand e quindi più inclini a percepire il tuo messaggio.
  • Ti permette di avere un’esperienza cross-device, ovvero mantenere invariata l’UX anche se il dispositivo cambia. Quindi non importa se stiamo utilizzando un tablet, uno smartphone o un PC fisso, il risultato che otteniamo sarà sempre lo stesso.

LINK: La UX strategy nel tuo business: da dove partire

 

Libri sulla User Experience

 

Altre risorse sulla User Experience

 

Conclusione

Se sei arrivato a leggere tutto quanto questo articolo fino alla fine allora devo sperare che ti sia piaciuto o che in qualche modo possa aver dato qualche idea interessante per migliorare il tuo business.

Questo articolo è un pò ambizioso lo ammetto, l’ho scritto comunque per poter dare spazio a questo approccio non ancora metabolizzato nel panorama italiano, ma sopratutto perché il tuo parere è importante per me.

Se ti va fammelo sapere nei commenti qui sotto!