Su di me

Credo che una cosa sia descriversi a una persona che non ti conosce, parlare di te per trasmettere il tuo punto di vista invece è tutta un’altra storia. Cercherò di farlo in questa pagina, ma se non hai tempo (o voglia) di leggere tutto questo, puoi dare un’occhiata veloce al mio profilo su LinkedIn.

Sono nato alla metà dell’88, cresciuto con la Disney e i cartoni giapponesi, la passione per il disegno e la voglia di scoprire il mondo.

Erano anche gli anni dove i Personal Computer iniziano a prendersi il loro (giusto) spazio anche nella grande distribuzione, fino a quando arrivarono a bussare proprio alla mia porta.

Il mio mio primo incontro con un PC risale alla fine degli anni ‘90, quando ricevetti per regalo il mio primo computer, un “pattacone” che mi occupava tutta la scrivania. All’epoca non ci capivo moltissimo, ma già da subito fui catturato da quel mondo fatto di hardware e software e cavi praticamente ovunque. Insomma, amore a prima vista.

Quando poi alla fine delle superiori tutti i miei compagni di classe e amici avevano già le idee chiare su cosa avrebbero fatto da grandi, io mi sono trovato a dover capire cosa fare della mia vita e che strada seguire.

L’estate dopo gli esami di quinta è stata rivelatrice, tutto è stato più chiaro e da quel momento la mia visone delle cose è cambiata drasticamente.

Mi iscrivo all’università e intraprendo un percorso di studi in Disegno Industriale e questo mi cambia, sia nel modo di pensare sia nell’affrontare i problemi. Diciamo che si è aperto un portone: mi ha fatto capire che dietro ogni singolo prodotto ci sono degli aspetti progettuali che lo hanno portato a quella precisa forma e dimensione e, allo stesso modo, hanno suggerito un determinato materiale o lavorazione.

 

 

Questo “modo di vedere le cose” è il bagaglio che mi porto come background, e mi viene naturale applicarlo anche al mondo del digital.

Ma l’università è stata solamente l’inizio di tutto. Da lì in poi ho iniziato a leggere libri, informarmi, sperimentare, provare, testare, sbagliare e ricominciare di nuovo da capo. Questo mi ha permesso di crearmi una base tecnica, anche digitale, ma è la voglia di mettermi in gioco che mi ha portato a spingermi sempre oltre a quello che già conoscevo.

Così ho iniziato ad informarmi sull’usabilità dei prodotti e di conseguenza anche su chi li utilizza, il loro modo di pensare, le reazioni e le emozioni che determinati aspetti suscitano in loro.

Cercare di capire il “perché” delle cose, di trovare un minimo comun denominatore tra le persone che utilizzano uno stesso prodotto, capire come mai quel determinato aspetto del prodotto le rende cosi felici, ma anche perché a volte lo rende complicato.

Ogni volta che mi capita per le mani un sito web, un’app o un qualsiasi dispositivo che richiede un dialogo uomo-macchina, mi ritrovo a “sezionarlo” e sviscerare tutte le problematiche che riesco a trovare. Purtroppo ne trovo molte: il mondo è pieno di prodotti inusabili, ma anche di risultati eccellenti, anche se sono di più quelli inusabili. 🙂

Devo dire che tutto questo mi affascina moltissimo, cercare di anticipare le mosse di un utente, cercare di risolvergli i problemi prima ancora che gli si presentino, o quantomeno limitarne le frustrazioni durante l’utilizzo; questo è quello che per me è l’User Experience, è quello che faccio.

Mai come adesso questa disciplina ibrida è presente nei prodotti digitali. Un misto tra ergonomia, semiotica, sociologia, ma anche competenze tecniche, di programmazione e design, senza dimenticare gli aspetti legati al business in sé e i risultati a cui deve puntare. Il tutto per progettare un ottimo prodotto che raggiunga gli obiettivi, ma sopratutto facile da usare.

Ad oggi collaboro con aziende su progetti digitali con un approccio incentrato sull’user experience, siano essi siti web, eCommerce o app. Mi piace mettermi in discussione, come se cominciassi da capo ogni volta, collaborando con diverse realtà e cercando di trasmettere i vantaggi che un prodotto usabile possiede e in molti casi è anche l’unico aspetto che fa tutta la differenza del mondo.

La mia passione mi porta a scrivere di questi argomenti che molte volte vengono considerati solo un valore aggiunto per un prodotto, quando invece dovrebbero essere considerati un punto fondamentale anzi un punto di partenza. Per questo quando riesco scrivo alcune righe che possano, anche solo un poco, muovere qualcosa dentro a chi le legge. Solo per mettere un piccolo dubbio e guidarlo in un ragionamento che abbia come unico soggetto l’utente finale.

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