Molte persone, marketer, designer o chiunque crei progetti incentrati sugli utenti, ti dirà che le frizioni (attriti) sono causa di una pessima user experience e di conseguenza della mancanza di conversioni.

Praticamente sono un ostacolo tra i tuoi utenti e il tuo prodotto.

Ma non sempre.

Cerchiamo di capire prima cosa sono e poi vediamo perché dovresti usarle anche per il tuo progetto di user centered design.

 

Cosa sono le frizioni (attriti)?

Gli attriti o come dicono in gergo “frizioni” rappresentano qualsiasi cosa ostacoli gli utenti nel compiere i loro obiettivi o eseguire un compito preciso. Il nemico N°1 dell’usabilità e accessibilità.

Possono essere i lunghissimi campi da compilare per iscriversi alla newsletter, sono i check out degli eComemrce che richiedono dati superflui, o anche quei noiosissimi banner che ti saltano fuori mentre stai leggendo un articolo di un blog.

Praticamente tutto ciò che è da ostacolo e si mette tra il tuo prodotto e i tuoi utenti.

Per dirla come Steve Krug nel suo “Don’t Make Me Think”, le frizioni rappresentano il tempo di apprendimento. Comprende qualsiasi aspetto di un compito che non è essenziale o rilevante per portarlo a compimento.

Ma quindi se queste frizioni abbassano la qualità del mio prodotto perché dovrei usarle invece di eliminarle completamente?

 

Le frizioni migliorano l’user experience

 

frizioni migliorano user experience.jpg

 

Prevenire gli errori è una delle regole di usabilità e l’utilizzo di frizioni aiuta a limitare al massimo gli errori dell’utente.

Sappiamo infatti che di fronte adad esse la corsa verso il raggiungimento dell’obiettivo in un certo modo rallenta.

Questo lo porta ad aumentare l’attenzione e lo spinge a ragionare più a lungo, soprattutto se si tratta di azioni non reversibili come la cancellazione di un file.

Anche se agli occhi dell’utente questi step aggiuntivi potrebbero essere percepiti come non necessari o superflui, d’altra parte obbliga a leggere attentamente e impone di considerare le conseguenze che avrà la loro azione in modo più consapevole.

 

Le frizioni aiutano a migliorare il tuo prodotto

 

 

I giochi sono l’esempio perfetto.

Nei giochi infatti le frizioni vengono utilizzate per forzare l’apprendimento e ti spingono a dare sempre di più.

Permettono di partire come “principiante” fino ad arrivare al livello di “esperto” il tutto divertendoti.

Anche Duolinguo, famosa app per imparare una lingua (gratis) che nel 2017 è stata valutata 700 milioni di dollari, presenta al suo interno numerose frizioni tipiche dei giochi.

Queste spingono l’utente a migliorarsi e superare i suoi limiti e ad imparare l’inglese.

Ma attenzione però!

É vero che un gioco troppo facile è noioso, ma uno troppo difficile a lungo andare diventa frustrante.

 

Le frizioni aumentano il valore percepito

Prendiamo come esempio Facebook, ma potremmo fare l’esempio con molti altri social network.

All’interno dell’app di Mark, possiamo mettere Mi Piace a svariati argomenti, pagine o personaggi famosi.

Prevede quindi che l’utente ci metta della fatica/tempo. Dovrà personalizzare il suo account in base ai suoi gusti, seguire la gente che più gli interessa e in questo modo nel suo feed compariranno solamente argomenti a cui è interessato.

Se non facessimo queste azioni la piattaforma non avrebbe lo stesso risultato, e non ti sentiresti così coinvolto.

Inoltre proprio perché ci hai messo del tuo a “costruirti” un tuo profilo, risulta molto più difficile abbandonarlo e ripartire da zero su un’altra piattaforma.

Lo sforzo iniziale può essere un ostacolo, ma è quella cosa che ti fa aprire l’app la volta successiva.

 

LINK: Usabilità e UX: come creare contenuti che convertono

 

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Le frizioni migliorano le lead

 

airbnb frizioni user experience

 

Quando utilizziamo Airbnb per prenotare la nostra vacanza oltre alle foto e alla posizione, quello a cui diamo molto peso sono le recensioni di chi ci è già stato prima di noi.

Per coloro che offrono la loro stanza o appartamento è un ostacolo.

Oltre al fatto di dover compilare diversi form per potersi registrare nei quali vengono richieste varie descrizioni, caratteristiche e foto.

Ad ogni modo tutti possono mettere il loro alloggio su Airbnb, ma solo chi ha un rating alto alla fine riesce ad avere un affittuario o quantomeno una continuità.

Chiaramente tutti sono partiti da zero, ma chi ha la costanza e la determinazione nel portare avanti il suo profilo e soddisfare ogni singola volta il suo cliente vince.

Vince ne senso che si posiziona meglio rispetto agli altri, rispetto a chi si ferma prima non curandosene molto.

Riceve recensioni positive e ottiene più probabilità di essere scelto.

In questo senso le frizioni incoraggiano a migliorare la qualità degli utenti e dei loro contenuti.

 

Conclusione

Sono d’accordo quando dicono che le frizioni sono un pessimo alleato della User Experience.

Ma se utilizzate con logica possono essere uno strumento molto valido che ti permette di migliorarti, aumentare il valore o la qualità degli utenti iscritti alla tua app.

Per questo trattale come una risorsa molto importante per fare il salto di qualità e migliorare usabilità e accessibilità del tuo prodotto.

Purtroppo però da sole queste frizioni non hanno la possibilità di mostrare il loro potenziale se alla base non vi è una forte UX strategy che amplifichi esperienza utente e vada così a creare un vero e proprio ecosistema.

Se sei invece a digiuno di UX ti consiglio questa guida giusta per te: User Experience Design: La guida per una buona esperienza utente